Fotografia immersiva

LA FOTOGRAFIA IMMERSIVA

Origini

La giuntura delle immagini e visualizzazione su dispositivi digitali
 
Negli anni 1990-1994 all'interno del gruppo di ricerca Apple Human Interface Group vengono messe le basi per la fotografia immersiva. Dan O'Sullivan realizza le prime panoramiche, scattate a Parigi.

«La prima serie di immagini panoramiche che utilizzano la nuova tecnica di giuntura QTVR di Eric Chen. Tutte e venti le scene sono state riprese con il suono. Io collaborai con Lili Chenge e Michael Chen nel gruppo Apple Computer Advanced Graphics nello sviluppo del software e dell'interfaccia per controllare queste immagini e sincronizzarle col suono.
Nota tecnica: le foto vennero scattate in analogico e poi digitalizzate sul Kodak Photo-CD. I panorami sono stati giuntati utilizzando MPW (Macintosh Programmer's Workshop). Il software per la visualizzazione fu scritto con Hypercard.
»
Dan O'Sullivan, 30 giugno 1992

La Apple, con la presentazione di Eric Chen (ed altri) al Siggraph del 1995 (QuickTime VR – An Image-Based Approach to Virtual Environment Navigation) mette sul mercato il software chiamato QuickTimeVR Authoring Studio che include queste 3 funzioni:

1) Funzione per la giuntura e per la correzione della deformazione prospettica delle immagini.
eric chen
Come si vede nell' immagine qua sotto, le immagini per poter essere cucite, vanno necessariamente deformate.
distorsione
 
2) Funzione per la visualizzazione senza deformazioni dell' immagine ottenuta dalla cucitura. La proiezione è quella cilindrica, il software è infatti limitato alla creazione di panoramiche di 360° x 160° circa.
apple qtvr
La visione della panoramica (cilindrica) e la sua trasposizione non deformata sul monitor del computer.
 
3) Software per la creazione di hotspots (aree calde, o sensibili all' interattività).
Con questa funzionalità, l' utente può fare in modo di passare da un "nodo" (singolo panorama) all' altro, spostando quindi il punto di vista.
apple qtvr
Tre nodi collegati
Il software per la visualizzazione dal lato client è incluso come implementazione di QuickTime 2.5 ed è chiamato QuickTime Virtual Reality, o QTVR.
Nell' aprile del 2001 viene aggiornato in modo da permettere la visualizzazione di panoramiche sferiche di 360°x180°: viene chiamato cubic VR, poichè la mappatura viene effettuata su di un cubo piuttosto che su di una sfera.
 

Nel 1998 il Prof. Helmut Dersch dell' Università di Furtwangen, Germania, dà inizio alla ricerca per sviluppare un software open-source capace di cucire fotografie sia rettilineari (prodotte da obiettivi normali, grandangoli o tele) sia deformati, cioè originati da fisheye.
Il pacchetto di software viene chiamato Panotools.
Si apre una guerra con una compagnia americana, la IPIX che rivendica il copyright sugli algoritmi per la deformazione e la giuntura di immagini prodotte dal fisheye, in particolar modo per la giuntura di due sole immagini generate da fisheye.
Il prof. Dersch si mette in secondo piano, ma non rinuncia alle sue ricerche, anche perchè il copyright è registrato negli USA e non ha valore in Europa.
Ma a sua volta Ford Oxaal contesta alla IPIX l'aver posto sotto copyright in maniera fraudolenta parte dei suoi studi.
La IPIX fallisce nel 2006, dal 2015 però industrie di una certa rilevanza come la giapponese Ricoh, mettono sul mercato delle fotocamere con due fisheye contrapposti, con un software interno che ne permette lo stitching.
Evidentemente viene passata ogni restrizione da copyright.

ipix


Le ricerche del prof. Dersch si estendono anche sul motore per la visualizzazione, basato su Java, e che già nel 1999 (tre anni prima cioè di QuickTime) permette la visione di panorami di 360°x180°.

Il codice delle panotools per la giuntura delle immagini viene utilizzato ed arricchito da interfaccia grafica da diversi appassionati sviluppatori di software. PTGui, PTMac, Hugin, Easypano sono tutti software che si sono basati inizialmente sul codice delle panotools per la giuntura delle immagini.
Più recentemente si affacciano software come Autopano e Autopano Giga (per panoramiche ad alta risoluzione) della Kolor.
Ulteriori progressi vengono fatti nel campo della sovrapposizione delle immagini (blending), nella determinazione automatica dei punti di controllo (necessari ad individuare le aree di sovrapposizione fra due foto adiacenti) , e nella produzione di immagini panoramiche HDR e nella fusione (enfusing) di varie esposizioni.
Dall'avvento degli smart-phones, verso il 2007, vengono prodotti moltissime app per la giuntura delle foto, sia in panoramiche parziali che complete a 360°.
Oggi (2018) molti smartphones hanno al loro interno software che rendono il telefonino una potenziale fotocamera a 360°

Per quanto riguarda invece il software per la visualizzazione in rete delle foto immersive, con il rapido decadere di QuckTime, nel 2005 cominciano ad essere sviluppati software basati su Adobe Flash : Flash Panoramas e a seguire Krpano, Pano2VR, Lucid, Panosalado, Panotour.

Sul versante Java, F. Seniore ottimizza l'applet PTviewer del prof.Dersch, e la Immervision e Easypano (anche in Flash) continuano la commercializzazione di applet Java.

Da ricordare anche Spi-V, software sviluppato da Aldo Hoeben e basato su Adobe Shockwave.

Attualmente, con l'ingresso sul mercato di iPad, iPhone e cellulari con OS Android, i software di visualizzazione hanno abbandonato Adobe Flash (che fino al 2015 era installato sul 99% dei computers), ed utilizzano il codice HTML5 e WebVR (per la visualizzazione su dispositivi HMD)

Oggi, 2019 con l'ingresso sul mercato di numerose fotocamere 360, i software per la visualizzazione si sono moltiplicati e se ne trovano numerosissimi in rete che visualizzano panoramiche stereo e video a 360°.


 
NOTE
Ricordiamo Janie Fitzgerald e Scott Highton fra i primi fotografi professionisti ad aver utilizzato il nuovo software dell'Apple.

RIFERIMENTI:
- Chen, S. E., QuickTime VR - An Image-based Approach to Virtual Environment Navigation, Proceedings of SIGGRAPH'95, pp. 29-38, 1995
- Panotools
- Douglas Cape, A Short History of QuickTime VR, Dorénavant Blog

 

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© Toni Garbasso